“Ritengo che questo libro, scorrevole nell’esposizione del racconto, ricco di elementi sempre nuovi che invitano a mantenere vivo e interessante il gusto della lettura, non si debba solo leggere, ma anche meditare. Personalmente ho colto i seguenti spunti che ritengo possano servire per una seria e attenta riflessione in quel “viaggio nell’interiorità dell’anima“ che l’autore ha voluto proporre:
1) La domanda iniziale sulla felicità della giovane professa, cui fa seguito la riposta affermativa di Franco piuttosto secca, ma anche frettolosa e scontata, è la domanda che ciascuno di noi si deve fare seriamente ogni giorno e non si fa, ma forse questo fondamentale aspetto della vita non è più di moda.
2) Il cilicio, strumento di autopunizione umanamente offensivo e inquietante, rappresenta una sorta di soglia di accettazione e di sopportazione della sofferenza non gratuita e non esente da dolore. C’è chi sta di qua e chi sta di là, ognuno in coscienza fa la sua scelta. Con quale diritto posso io giudicare il papa Paolo VI se, per amore verso Cristo e la Chiesa a lui affidata, ha indossato il cilicio?
3) Certamente Gesù ci vuole belli, non dobbiamo ostentare mortificazioni e penitenze (cfr. Mt. 6, 16-18), oggi, più di ieri dobbiamo riscoprire la bellezza interiore, quella dell’anima, che contrariamente all’aspetto estetico, facilmente presentabile, richiede un maggiore impegno e qualche sacrificio.
4) Anche dalla violenza, come quella subita dalla giovane adolescente del racconto, può nascere il bene. Non è facile per chi subisce violenza diventare strumento di amore e di dono per gli altri. Certamente è difficile, ma è possibile. Abbiamo testimonianze di ragazze violentate che decidono di portare a termine la gravidanza e trasformare il segno di un concepimento violento in segno di amore, qual è la nascita di un bambino.
5) Il mondo nasconde una miriade di segreti, noi probabilmente ne conosciamo pochi e a volte solo quelli negativi. Dobbiamo allargare il nostro orizzonte conoscitivo, fare esperienze nuove, incontrare persone, saper osservare ed ascoltare, uscire dal nostro uscio e guscio domestico per capire che il mondo certamente è molto più bello di come lo pensiamo e di come i mass-media ce lo presentano. Questo è un bel messaggio di ottimismo che io come lettore ho colto nel racconto e gradito molto. |